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17-10-2018 1:43:14
fotozona

Good Vibrations

Anche una foto mossa pu? avere un alto valore creativo. Sergio Raimondi ci illustra come disegnare le nostre immagini con la macchina fotografica padroneggiando il mosso creativo

Molte volte ci ? stato detto che una foto, per essere considerata una ?bella foto?, deve essere nitida e perfettamente a fuoco ma altrettante volte ci sar? capitato di ritrovare quello scatto alla macchina in corsa o l?immagine del nostro cagnolino viziati da un fastidiosissimo effetto di movimento. Un difetto ben noto ai possessori di fotocamere digitali compatte, che sono particolarmente carenti per quel che riguarda le foto in movimento. Cos?? il mosso? Questo ? quello che pi? tecnicamente si definisce effetto mosso anche se il concetto necessita di una spiegazione pi? approfondita. Una fotografia si dice afflitta da mosso quando l?immagine presenta in tutte le sue parti una sfocatura generale che segue, per?, un preciso andamento direzionale tale da impedire di scorgerne i pi? fini dettagli. Fin qui una semplice definizione tecnica, ma in realt? esistono vari tipi di mosso che non sempre rovinano la fotografia ma, anzi, possono essere un valido strumento per caratterizzarla o darle una particolare connotazione artistica. Vediamoli uno per uno nel dettaglio. Il mosso assoluto ? causato da un movimento involontario della macchina fotografica durante il momento dello scatto: per tutto il tempo che l?otturatore rimane aperto il sensore della macchina registrer? ci? che vede attraverso il diaframma dell?obiettivo e se tale immagine non risulta perfettamente ferma proprio per il movimento delle mani del fotografo, tutta la foto risulter? impastata, i soggetti ritratti lasceranno una scia uniforme che seguir? il senso del movimento della fotocamera mentre gli sfondi si caratterizzeranno per l?assoluta mancanza di dettaglio se non addirittura di riconoscibilit?.
Le cause Ma quali sono le cause di questo apparente difetto di scatto? La principale ? l?utilizzo di un tempo troppo lungo per garantire una presa sicura e ferma al fotografo che lo esegue. Infatti, se con tempi pi? brevi di 1/60 di secondo normalmente nessuno di noi ha problemi ad eseguire foto per cos? dire ?ferme?, con tempi di scatto pi? lunghi risulta difficile impugnare la fotocamera e mantenerla perfettamente immobile senza l?ausilio di strumenti di supporto come cavalletti, stativi o piani d?appoggio di fortuna. Anche se alcune case produttrici di apparecchi fotografici hanno adottato sistemi di smorzamento delle vibrazioni (come la Minolta sulla recente Dimage A1), difficilmente sar? possibile scendere al di sotto di 1/15 o di 1/8 di secondo senza incorrere nel problema del mosso. Alle volte anche usando tempi cos? lunghi potr? sembrare di essere riusciti a scattare una foto perfetta vedendola sul display. Ma stampando la nostra fotografia ingrandita, anche solo fino al formato 20x30, ci si accorger? come l?immagine sia viziata da una sorta di vibrazione che la pervade completamente rendendo difficile riconoscerne i dettagli pi? fini. Questo ? il cosiddetto ?micromosso? che tanto affligge i fotografi naturalistici che si occupano di macrofotografia. Alle volte perfino lo specchio della reflex nel suo movimento durante lo scatto pu? trasmettere delle vibrazioni alla macchina che vengono puntualmente registrate. Tali vibrazioni, come detto, sono indistinguibili nella stampa tradizionale ma si presentano in tutta la loro drammaticit? appena si tenta di ingrandire il nostro scatto o, peggio ancora, se cerchiamo di ottenere una stampa inquadrata di un particolare del soggetto fotografato. Lo si pu? sfruttare Quello che fino ad ora abbiamo detto del mosso sembrerebbe connotarlo come un difetto della fotografia e tale rimane se ci riferiamo alle normali foto scattate durante le nostre vacanze o la festa di compleanno in casa. Ma per i professionisti dell?immagine e anche per chi vuole addentrarsi nell?ambito della fotografia creativa, la conoscenza e il controllo del mosso sono uno strumento indispensabile di connotazione dell?immagine e spesso sono piegati alle esigenze di costruzione dell?immagine stessa per ottenere particolari effetti visivi o per documentare il dinamismo piuttosto che la velocit? di un?azione. Spieghiamoci con alcuni esempi. Abbiamo visto che, se per le condizioni di luce o per la sensibilit? che abbiamo impostato sulla nostra digitale, fossimo costretti ad utilizzare tempi di scatto lunghi, il sistema migliore per ottenere foto nitide ? quello di montare la fotocamera su un cavalletto evitando in questo modo vibrazioni o movimenti involontari delle nostre mani. E se fosse il soggetto a muoversi? Immaginando di inquadrare un paesaggio attraversato da una strada come pensate che possa essere registrato dal sensore CCD il passaggio di un veicolo lungo quella strada? Sicuramente il paesaggio risulter? perfettamente fermo e nitido ma il veicolo lascer? una scia nel senso opposto al suo movimento. Questo perch? durante il tempo di apertura dell?otturatore il veicolo in questione ha percorso uno spazio fisico che ? stato puntualmente registrato dal sensore. Possiamo sfruttare questo effetto di movimento volgendolo a nostro vantaggio per ottenere una foto creativa, da veri professionisti. Se, infatti, riuscissimo a seguire durante il tempo dello scatto, il movimento del veicolo in questione, esso risulterebbe fermo rispetto alla fotocamera, mentre sarebbe tutto il resto dell?immagine, lo sfondo, a risultare mosso.
Il panning Il cosiddetto ?panning? ? quell?effetto tanto caro ai fotografi di sport motoristici, dove il soggetto principale risulta bloccato nell?azione e perfettamente nitido mentre ? il resto dello sfondo a seguire attraverso il mosso il senso del movimento dell?azione. Non ? uno scatto semplice da eseguire perch? necessita di mano ferma e di molto allenamento nel seguire il movimento del soggetto ritratto. Infatti, utilizzando una reflex digitale, nel momento in cui l?otturatore si apre, lo specchio si solleva per permettere il passaggio della luce dall?obiettivo al sensore. Questo, per?, causa il momentaneo oscuramento del mirino che ci impedisce di controllare il movimento del soggetto all?interno dell?inquadratura. Bisogner?, quindi, cercare di prevedere quale sia la traiettoria del soggetto, capirne la velocit? e seguirlo ?alla cieca? durante tutto il tempo dello scatto cercando di mantenerlo sempre perfettamente al centro dell?inquadratura. Non ? facile ed ? un metodo che necessita di molte prove e di allenamento ma, una volta padroneggiato, tale sistema ci garantir? foto spettacolari da mostrare agli amici. Ovviamente ci sono anche altri elementi che concorrono a determinare la dimensione e la forma della scia che il nostro soggetto in movimento imprimer? sul sensore delle fotocamera, come ad esempio la distanza: va da s? che pi? sar? distante il soggetto ritratto rispetto al punto di ripresa pi? lungo dovr? essere il tempo di scatto per esaltarne il movimento e, viceversa, pi? il soggetto sar? a noi vicino e maggiormente dovremo accorciare il tempo di scatto per non ottenere una foto completamente illeggibile. L?effetto scia Un altro effetto artistico del mosso che spesso abbiamo visto in immagini notturne o in riprese dall?alto di citt? e strade ? quello che evidenzia il movimento degli autoveicoli o, comunque, di tutti i soggetti luminosi come scie pi? o meno intense di luce. In una foto notturna, infatti, la nostra digitale registra solo ci? che viene illuminato dalla luce sia essa naturale che artificiale. Montando la macchina fotografica su un supporto e inquadrando un paesaggio cittadino vedremo, quindi, perfettamente nitide e ferme le luci dell?illuminazione stradale, delle vetrine dei negozi o delle finestra delle case, mentre lasceranno una scia luminosa i fari delle macchine che attraversano il campo inquadrato durante il tempo dell?esposizione. Dovremo per forza usare tempi molto lunghi, a volte anche di qualche decina di secondi per ottenere buoni risultati, quindi il consiglio ? di non fidarsi dell?automatismo della macchina ma di esporre manualmente, annotando in maniera diligente tempi di esposizione e diaframmi usati fino ad ottenere, con l?esperienza, una certa facilit? di analisi della scena inquadrata rispetto al risultato che ci prefiggiamo di raggiungere: ne sarete ripagati con fotografie belle e suggestive.
Non solo di notte Ma non ? solo di notte che il movimento dei soggetti inquadrati pu? essere utile per caratterizzare in senso artistico un?immagine: alle volte, per dare un certo dinamismo al nostro scatto ? conveniente mantenere un tempo di esposizione lungo per raccontare cosa sta facendo il soggetto e collocarlo nell?ambiente circostante. Pensiamo, ad esempio, ad un balletto o ad un?esibizione di arti marziali. I movimenti degli artisti/atleti sono armonici e studiati per disegnare nell?aria figure pi? o meno artistiche, i loro capi di abbigliamento sono confezionati per esaltare questi movimenti. Quindi, perch? non raccontare con una fotografia tutta questa preparazione. Ecco che anche in questo caso il ?mosso? viene in nostro soccorso. Impostiamo la macchina con un tempo di scatto sufficientemente lungo da registrare la scia del soggetto in movimento e accendiamo il flash. Al momento dello scatto si aprir? l?otturatore ed il sensore inizier? a registrare la scia che lascia tutto ci? che si muove ma, contemporaneamente, il lampo flash bloccher? l?immagine nella frazione di secondo in cui abbiamo premuto il pulsante di scatto. Il risultato sar? una fotografia con il soggetto congelato nell?azione dal lampo del flash seguito dalla scia registrata dal lungo tempo di scatto. Per essere precisi, in realt? la scia precede il soggetto fotografato, infatti se immaginiamo un tragitto da un punto A ad un punto B il flash scatta nel momento in cui premiamo il pulsante di scatto nel punto A mentre il tempo lungo registra la scia da A a B, quindi il soggetto sar? bloccato nel punto A e la sua scia lo preceder? fino al punto B in cui si chiude l?otturatore. Per ovviare a questo inconveniente dobbiamo far s? che il flash scatti immediatamente prima che l?otturatore si chiuda e cio? una frazione di secondo prima del punto B. In questo modo avremo la scia che segue il soggetto da A a B e il soggetto bloccato nel punto B. Tutto ci? si ottiene, dove la fotocamera lo consenta, sincronizzando il flash sulla seconda tendina dell?otturatore, quella che si chiude per ultima e che quindi ferma la registrazione dell?immagine. In conclusione Il mosso non ? sempre un difetto, ma pi? di una volta pu? essere piegato alla costruzione di fotografie ad alto valore artistico. Il consiglio ? quello di provare, di stravolgere i normali canoni di ripresa, di utilizzare la fotocamera in modo del tutto anticonvenzionale. Imparate dai vostri errori per affinare la tecnica compositiva e analizzate criticamente i risultati ottenuti. In questo modo diverrete il miglior critico di voi stessi e riuscirete a trasferire nell?immagine finale il risultato concettuale che vi eravate prefissi prima dello scatto.

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