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23-7-2018 7:36:03
fotozona

L?arte del ritratto

Il ritratto ? una delle espressioni pi? difficili della fotografia. Gabriele Morrione ci svela i suoi segreti, attraverso stile e tecnica, per scattare foto uniche da copertina

Ritratto dello psichiatra perugino Antonello Rotondi (1977)
?Un volto dovrebbe rispecchiare l?immagine che uno ha di s?? non solo in quel momento, ma anche prima o dopo. Se scegli una persona, devi fotografare quella persona, non un momento di lei. Ogni persona non ? solo apparenza, immagine, c?? altro: ci sono un passato e un futuro. Fai la fotografia in un determinato momento, ma se il momento rimane tale e non diviene un fatto complessivo, allora non abbiamo un ritratto, ma solo un?impressione della persona che diventa immagine. Forse un vero ritratto ha a che fare con il tempo, con un?esperienza che non ? tua, di te fotografo. Tu, per fotografare quella persona, devi interpretarla e immaginarla rapidamente, in quanto hai davanti a te una somma di esperienze e di sentimenti che sono, in ultima analisi, l?essenza della persona stessa. Fare un ritratto ? molto difficile?(*). Proprio cos?, il ritratto non ? un tipo di foto facile. Per conoscere una persona e intuirne gli aspetti salienti, in modo tale da individuare una decisione fotografica appropriata, occorre avvicinarsi al complesso insieme di vissuti, di aspettative, di piccoli dettagli caratteriali che rappresentano il patrimonio genetico di quella persona e la distinguono da ogni altra.
In questo ritratto di Turid (1978), il fuoco ? corretto sul velo in primo piano in basso, mentre il resto dell?immagine ? leggermente fuori fuoco, per accentuare e confondere in una atmosfera fiabesca la bellezza dei lineamenti
Il segreto ? nell?approccio Come si fa? Ognuno, ovviamente, scoprir? la propria strada, tuttavia pu? risultare utile offrire qualche riferimento operativo. Volendo fotografare una persona, ? indispensabile avvicinarla con grande disponibilit? e pazienza. Non lasciatevi mai suggestionare dal suo rifiuto di farsi fotografare, ma insistete con intelligenza e con astuzia. Stimolate la sua curiosit?, impegnatela in una conversazione a tutto campo, nella quale cercherete di metterla a suo agio, sia trattando argomenti di carattere generale, sia informandovi con delicatezza sulle sue preferenze personali e sulla sua attivit?; non abbiate mai paura di mostrare apertamente il vostro interesse e, nel farlo, non abbiate mai fretta, perch? ? necessario che il soggetto si senta a proprio agio, che nutra fiducia nei vostri confronti, che si muova con naturalezza. Nel corso di questi approcci preliminari ? molto importante osservare con attenzione il soggetto: le sue espressioni, i piccoli tic o gesti stereotipati che tutti hanno. Ogni volto, inoltre, presuppone un corpo, con cui ha sempre una relazione specifica, ben individuabile dai gesti e dai movimenti della persona. Nella fotografia tradizionale, alcuni usavano scattare lungamente a vuoto, per superare le ritrosie iniziali del soggetto. Oggi, utilizzando apparecchi digitali, c?? la comodissima possibilit? di ripetere un?inquadratura infinite volte, controllando il risultato immediatamente sul monitor. In questo modo, ogni soggetto ha la possibilit? di ripetere una posa o semplicemente di rilassarsi di fronte all?apparecchio. Non occorre avere fretta, ma ? davvero importante esercitare l?osservazione, concentrando l?attenzione sui dettagli, anche su quelli pi? insignificanti.
In questo ritratto di Turid (1978), il fuoco ? corretto sul velo in primo piano in basso, mentre il resto dell?immagine ? leggermente fuori fuoco, per accentuare e confondere in una atmosfera fiabesca la bellezza dei lineamenti.
L?ambientazione Superate le difficolt? iniziali, ? bene decidere con precisione il setting nel quale verranno effettuate le fotografie. Qui si apre un discorso pi? complesso, perch? il setting comprende sia il luogo fisico delle foto (la casa del soggetto, il suo luogo di lavoro, uno studio fotografico, un paesaggio caratteristico o altro ) sia il modo con cui il soggetto verr? illuminato. Nella scelta dell?ambientazione di un ritratto intervengono numerosi fattori, troppi da elencare; un utile suggerimento di base ? quello di armonizzare sempre l?inquadratura, inserendo il soggetto in modo originale ed equilibrato nel contesto dell?immagine, oppure creando una sensazione di rottura o di contrapposizione tra i due. ? sempre importante che nell?immagine finale sia presente una forte idea guida. La scelta dell?illuminazione, come tutti i fotografi sanno benissimo, ? determinante per il risultato finale. Sia essa naturale, artificiale o mista, in ogni caso la luce deve assecondare le vostre intenzioni, mettendo in evidenza l?espressione e la posa del soggetto. In un angolino della mente, infine, tenete presenti quelle regolette di base (ereditate dal linguaggio della pittura, evolutosi nei secoli) che consentono di non sbagliare mai: l?ombra della luce sul naso non deve tagliare la bocca, ma passare sopra il labbro superiore; gli occhi possono essere illuminati o in ombra, ma devono risultare sempre espressivi; le luci concentrate valorizzano le espressioni e l?originalit? dei lineamenti, mentre quelle diffuse sono pi? adatte a definire le situazioni d?insieme ed i ritratti ambientati. Ma le regole sono fatte anche per essere contraddette. Un piccolo esempio: ponete un soggetto nel suo naturale contesto (una casa, il luogo di lavoro), utilizzate la luce ambiente (ovvero la luce normalmente presente in quel luogo) e poi, con un piccolo spot portatile, concentrate una luce sui suoi occhi o sulle sue mani. Vi meraviglierete del risultato.
Ritratto di Fernanda (1971). L?espressione intensa e un po? enigmatica ? accentuata dal volto bagnato con l?acqua; facile, come metafora, pensare alle lacrime. Da notare gli che occhi sono stati lasciati quasi completamente in ombra
Il punto di vista Un altro concetto da sottolineare ? quello del punto di vista. Non restate mai fermi nello stesso punto di ripresa; ? essenziale rendersi conto che ogni soggetto pu? essere ripreso a 360? e non bisogna fermarsi davanti a lui, ma cercare ogni scorcio possibile: di profilo, di spalle (chiedendogli di girare solo la testa verso di voi), dietro una quinta in primo piano, dall?alto e dal basso. La curiosit? inesauribile ed il tentativo di trovare nuovi e originali punti di vista sono all?origine delle fotografie pi? interessanti. Ovviamente rientra nel discorso precedente la scelta della focale, facilmenete modificabile con l?uso dello zoom, presente su ogni apparecchio digitale. Nel caso del ritratto, con focale grandangolare ci si pu? avvicinare maggiormente al soggetto mentre con il tele ? preferibile non usare le focali estreme e scegliere una distanza adatta. Pu? essere significativa l?eventuale presenza nell?immagine di elementi che potremmo definire comprimari. Un elemento classico (che si trova anche nei ritratti fotografici pi? antichi) ? la presenza delle mani, che esprimono sempre un?interazione con il soggetto. La possibilit? di inserire le mani in un ritratto fotografico comprende infinite varianti: le braccia su un appoggio e le mani aperte o chiuse che sfiorano o sostengono il volto (chiedete in questo caso al soggetto di non esercitare troppa pressione, che genera pieghe e rughe fastidiose sul viso); mani composte tra loro o separate, distanti dal volto del soggetto, per favorire inquadrature pi? dinamiche e vivaci. Gli elementi accessori Altri elementi comprimari dell?immagine possono essere gli strumenti del mestiere o gli oggetti prediletti dal soggetto. In qualche caso questi elementi divengono protagonisti, in un accostamento al soggetto serio o scherzoso che ne sottolinea la peculiarit?. Non dimentichiamo, infine, gli elementi accessori, di vario genere, che possono intervenire per impostare un ritratto in modo originale e insolito. Tra questi, un posto di primo piano ? occupato dai veli, ovvero da foulard o scampoli di stoffa, pi? o meno chiari e pi? o meno trasparenti, che si possono usare sia come quinta dietro la quale lasciare trasparire il volto del soggetto, sia come elemento primario per mascherare o comunque ridurre la parte di viso da rappresentare nella fotografia. Il velo, inoltre, pu? essere bagnato con acqua ed anche appoggiato sul viso del soggetto, ottenendo curiosi e a volte impressionanti effetti di chiaroscuro. Altri elementi accessori molto fotogenici sono i cappelli (soprattutto a larga tesa), i fiori, gli oggetti di uso quotidiano. Trovate un vostro oggetto cult e fatene uso: i vostri ritratti diventeranno griffati. La sperimentazione, in questo campo, non ha limiti ed ? fondamentale non accontentarsi mai di un buon risultato, ma perseguire nuovi e stimolanti obiettivi.
Un ritratto di Loredana (1989). In questo caso la posa del soggetto ? messa in evidenza dalla dinamicit? di due elementi: il volto di tre quarti e il braccio alzato che trattiene il cappuccio; la luce privilegia il volto, degradando verso il basso


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