Editoriale Olimpia




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23-7-2018 7:37:37
fotozona

La radiazione meravigliosa

? una tecnica fotografica insolita e piuttosto rara, ma la fotografia all?infrarosso pu? regalare scatti davvero inconsueti e pieni di fascino. Franco Palamaro ci illustra qualche trucco per ottenere, con la nostra digitale, foto di sicuro effetto

La luce visibile dall?occhio umano ? solo una parte della luce esistente in natura. Ai margini del cosiddetto spettro di luce visibile, si trovano la luce ultravioletta e quella infrarossa. Le radiazioni infrarosse hanno una lunghezza d?onda che le rende non percepibili all?occhio umano, come gli ultravioletti del resto. Possono per? essere fotografate. La fotografia all?infrarosso esiste ormai da pi? di 70 anni, ma ? sempre stata associata al campo della ricerca scienti- fica, come in astronomia, nell?analisi di opere d?arte o anche nella meteorologia. Nell?era della foto analogica, si usavano apposite pellicole da 35 mm con relativi filtri detti passa-NIR (Near Infra Red) che erano, e sono, disponibili presso tutti i fornitori di materiale fotografico di un certo livello.
Al di l? degli aspetti scientifici, l?uso creativo della fotografia all?infrarosso ? sempre stato considerato una vera sfida dagli appassionati. Sia gli infrarossi sia gli ultravioletti influenzano la ripresa fotogra- fica, soprattutto quella digitale, tanto che il filtro UV ? un classico per ridurre l?effetto foschia (haze) e una certa dominante azzurra nelle riprese, mentre il filtro infrarosso, chiamato anche NIR o Hot mirror, ? talvolta integrato nelle fotocamere digitali per eliminare una parte della luce alla quale il sensore della fotocamera ? molto sensibile e che potrebbe inficiare la qualit? della ripresa. Il digitale aiuta Proprio a causa del fatto che la radiazione infrarossa ? invisibile, l?effetto finale su pellicola analogica non ? facilmente prevedibile: ? difficile impostare la corretta esposizione, dato che quasi tutti gli esposimetri attuali non posono misurare la radiazione infrarossa, e anche la messa a fuoco ? un problema. Ebbene, proprio grazie alle fotocamere digitali (ma non tutte, vedi approfondimento a pag. 72) la maggior parte di questi problemi pu? essere elegantemente risolta: con l?utilizzo di un adeguato filtro IR si pu? visualizzare sul display LCD della digicamera un?anteprima dell?immagine virata all?infrarosso e persino mettere correttamente a fuoco con l?autofocus. L?unica incognita rimane la corretta esposizione, come vedremo pi? avanti. Occorre una precisazione: la fotografia all?infrarosso non permette n? di fotografare al buio, a meno di non usare un?adeguata e costosa illuminazione specifica, n? di registrare le radiazioni termiche (la cosiddetta termografia), per la quale ? necessaria una specializzata e altrettanto costosa attrezzatura. Perch? fotografare all?infrarosso? Le foto all?infrarosso possono essere sfruttate in senso artistico. Sono caratterizzate da alcuni effetti particolari, che donano all?immagine un aspetto inimitabile: il cielo pu? variare da un nero assoluto, che si ottiene di giorno, a sorprendenti variazioni e striature tonali argentee, invisibili ad occhio nudo, che variano a seconda dell?angolo di ripresa rispetto al sole e alla presenza di foschia o nuvole. Le piante e il fogliame sono luminosissimi, quasi fosforescenti a causa dell?altissima riflettanza all?infrarosso. La pelle e gli occhi nei ritratti assumono tonalit? in alcuni casi addirittura inquietanti e possono donare ad una composizione altrimenti banale quel qualcosa che rende la foto eccezionale. Un tessuto nero pu? riflettere la totalit? della luce infrarossa e risultare bianco nella foto. Lo stesso per le facciate dei palazzi, senza contare gli effetti nell?acqua che, se ? sufficientemente calma e poco profonda, pu? risultare tanto trasparente da poter fotografare il fondo, altrimenti diventa nerissima perch? assorbe completamente la radiazione infrarossa. Un?altra caratteristica fondamentale delle immagini infrarosse ? l?eccezionale contrasto e nitidezza che le caratterizza, specialmente nei paesaggi, dovuta alla ridotta dispersione atmosferica della radiazione infrarossa e alla conseguente riduzione del cosiddetto ?effetto foschia?. Per sapere se la propria fotocamera digitale ? in grado di ?vedere? gli infrarossi, basta prendere il telecomando della TV e, in un ambiente in penombra, puntarlo verso l?obiettivo della fotocamera premendo un tasto qualsiasi: se nel display LCD novembre 2003 > scuola di fotografia 070 | 071 della macchina si vede il LED del telecomando accendersi, allora la fotocamera pu? tranquillamente riprendere le immagini infrarosse utilizzando uno dei vari filtri appositi.
Ecco come appare la stessa scena, ripresa in modalit? ?colore?, ?B/N? e ?IR? con l?utilizzo del filtro Wratton 88A, quindi solo illuminata con luce infrarossa: le differenze, soprattutto per quanto riguarda l?immensa chiarezza e nitidezza della ripresa infra red ? evidente; da notare inoltre il particolarissimo effetto tonale della vegetazione, e la diversa distribuzione dell? illuminazione, che ha permesso di esporre correttamente.
Come si fa? ? bene sapere che, se la nostra fotocamera avesse un filtro Hot mirror incorporato, la sua sensibilit? all?infrarosso risulterebbe ridotta, limitando parecchio le situazioni nelle quali sarebbe possibile usare praticamente la fotocamera dotata di questo filtro. In altre parole, i tempi di esposizione sono molto alti, generalmente da 1/4 di secondo in su, ma a volte anche oltre gli 8 secondi. Generalmente i ritratti, la fotografia naturalistica ed i panorami sono facilmente riprendibili, ma oggetti ed animali in movimento possono costituire un problema. Si pu? rimediare utilizzando la funzione di Photoshop ?livelli automatici? per recuperare una foto all?infrarosso sottoesposta, con risultati che di volta in volta possono anche essere soddisfacenti. Per arrivare a valutare la giusta esposizione con il filtro infrarosso montato, suggeriamo di riprendere le medesime immagini con diverse impostazioni manuali dell?esposimentro, fino a sviluppare una certa esperienza nel valutare dei valori di esposizione, che poi possono diventare dei parametri fissi da usare ogni volta che si ripresenter? quella determinata situazione: pieno sole, cielo coperto, e cos? via. Inoltre, ? bene impostare la sensibilit? ISO pi? elevata ed attivare, se disponibile, la funzione di riduzione del rumore. Le immagini riprese attraverso un filtro infrarosso sono essenzialmente monocromatiche, anche se il CCD tende a ?colorarle? artifi- ciosamente a causa di variazioni di risposta non sempre prevedibili del CCD stesso; se la fotocamera digitale lo consente, in genere ? preferibile impostare la modalit? di ripresa in bianco e nero, altrimenti si pu? desaturare l?immagine in Photoshop, ottenendo per? un risultato leggermente inferiore. Un discorso a parte merita il display LCD: essendo indispensabile utilizzarlo per osservare l?immagine infrarossa, in alcune occasioni (luce molto forte) pu? tornare utile dotarsi di un paraluce commerciale. Si pu? anche sperimentare riprendendo la stessa scena a colori e all?infrarosso, per poi realizzare montaggi particolarmente d?effetto in Photoshop. Il filtro NIR I filtri da usare per la fotografia infrarossa, detti NIR (Near Infra Red), variano da fotocamera a fotocamera: essendo l?infrarosso un effetto non voluto, infatti, esiste un apposito filtro che blocca la maggior parte della radiazione infrarossa all?interno di tutte le fotocamere, la risposta della nostra digitale ai vari filtri va sperimentata fino a trovare una o pi? combinazioni soddisfacenti. I filtri da provare, in ?intensita IR? crescente, sono i filtri in gelatina Wratten 89B, 88A, 87 ed 87C: con quest?ultimo l?esposizione ? sempre superiore a 8 secondi e la conseguente quantit? di rumore con la nostra 4.500 ? molto elevata. Il costo di questi filtri, relativamente fragili e delicati (si graffiano e si macchiano con molta facilit?), ? piuttosto elevato, spaziando dai 25 euro per i filtri pi? comuni (come l?88A) fino ad oltre 50 euro per i pi? specialistici. Per la nostra Nikon Coolpix 4500, autrice delle foto di queste pagine, abbiamo utilizzato un filtro Wratten 88A in gelatina (Kodak), semplicemente ritagliato in modo da poter essere facilmente adattato al diametro dell?obiettivo della fotocamera. Modifica della fotocamera
I sensori CCD delle digitali sono tutti molto sensibili alle radiazioni infrarosse, infatti la maggior parte delle videocamere, webcam e fotocamere digitali sono dotate di un filtro che blocca tale radiazione, per evitare la degradazione della qualit? dell?immagine che altrimenti si osserverebbe. ? per? possibile modificare una fotocamera digitale per la sola ripresa infrarossa; ? necessario sostituire il filtro ?anti-NIR?, normalmente montato direttamente sopra il sensore CCD, con un cristallo trasparente normale, dotato di caratteristiche di trasmissione luminosa identiche. Abbiamo notizia della modifica di una Nikon Coolpix 950 e di una 990, nelle quali il filtro da sostituire ha uno spessore di 2,5mm ed ha un coefficiente di trasmissione dell?85%. ? relativamente facile sostituire questo filtro perch? ? montato a pressione in una cornice di gomma proprio sopra il CCD, accessibile smontando i due semigusci in magnesio della scocca e ?aprendosi la strada? tra i circuiti (consigliamo di farlo fare ad un esperto?). Una volta effettuata la modifica, la sensibilit? della fotocamera diventa tale da poter riprendere immagini anche ad 1/60 di secondo con il filtro applicato, con un notevole aumento di qualit? dovuto alla minore quantit? di rumore presente nelle immagini. Va da s? che ? poi impossibile utilizzare la fotocamera per riprese normali, perch? l?equilibrio cromatico va letteralmente a farsi benedire.
La prova del telecomando: puntare il telecomando della TV, premendo un tasto qualsiasi, verso l?obiettivo della vostra fotocamera: se nel display LCD si vede il LED nella finestrella del telecomando accendersi, come nella foto, complimenti! La fotocamera pu? riprendere immagini all?infrarosso.


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