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23-5-2018 3:35:27
fotozona

Il mondo intorno a noi

? fatto di edifici, di creazioni dell?uomo. L?architettura ha il potere sublime di plasmare il paesaggio che ci circonda. Impariamo come si riprende dal punto di vista fotografico questo mondo fatto di bellezza, di luci ed ombre, di linee e di prospettive. Testo e foto di Gabriele Morrione.

L?architettura ? intorno a noi. Ovunque ci troviamo, l?architettura rappresenta lo sforzo di creare un ambiente su misura per l?uomo, con la tecnologia che ogni epoca ? riuscita a raggiungere, in un complesso rapporto economico tra la committenza, il tecnico ideatore ed esecutore e l?utente finale. La citt?, in particolare, ? un coacervo di situazioni diverse e spesso contraddittorie, generate da fattori di carattere politico, finanziario, speculativo e solo in parte estetici e sociali. Fotografare l?architettura signifi ca in primo luogo cercare di interpretare il senso pi? profondo del progetto che sta alla base di ogni realizzazione e, in secondo luogo, il complesso rapporto tra l?applicazione del progetto (l?edificio costruito), l?ambiente circostante e il fruitore finale, ovvero l?uomo.
La piazza e la moschea di Beyazit a Istanbul. Per inquadrare la piazza, con la vivace vita che vi si svolge, ? stata posta in primo piano una scalinata, con un passante che la percorre.
Gli edifici hanno un?anima Questi concetti valgono per ogni epoca e per ogni tipo di realizzazione, a parte forse i ricoveri primitivi e le architetture spontanee delle civilt? primordiali o emarginate. Tenere presente questa realt? aiuta molto nell?ideazione della rappresentazione fotografi ca. Pertanto, non bisogna dimenticare che un progetto nasce come una serie sistematica di disegni, intesi a rappresentare compiutamente l?opera che verr? in seguito realizzata. Molte delle fotografi e che possiamo riprendere di un edifi cio richiamano e ripercorrono i metodi di rappresentazione grafi ca e cos? ci troveremo di fronte a prospetti, prospettive (a due fughe oppure centrali, con un unico punto di fuga), particolari costruttivi. Ricostruire mentalmente l?origine progettuale di un edifi cio ? l?operazione pi? utile per interpretarne le forme e il rapporto che queste hanno con le funzioni svolte. Quando ci avviciniamo ad un qualsiasi edifi cio, dobbiamo preliminarmente cercare di capirlo: soltanto in un secondo tempo decideremo come fotografarlo. Ogni edifi cio ha una vita a s?, una personalit? da scoprire. Per facilitare l?approccio a questa lettura, proponiamo una sorta di graduale avvicinamento ad un edifi cio: innanzi tutto il suo naturale contesto: le immagini ricercheranno il rapporto tra l?edifi cio e gli edifi ci adiacenti, la collocazione planimetrica, l?eventuale accostamento di stili e linguaggi diversi; successivamente possiamo concentrare l?attenzione sull?edifi cio in quanto tale: la sua struttura portante, le funzioni svolte, la scelta dei materiali costruttivi, gli elementi dominanti, la decorazione; infi ne, una volta compresa la collocazione storica e la personalit? intrinseca dell?organismo architettonico, possiamo indagare sull?uso specifi co che di quell?edifi cio viene fatto, sulla presenza umana e cos? via.
La torre di Londra vista attraverso la vetrina di un fast-food; la scelta di non inquadrare le cornici della vetrina favorisce l?effetto di spaesamento.
Le fasi dell?osservazione Ovviamente non si tratta di separare tra loro le fasi dell?osservazione, ma di tenerle semplicemente ?in mente? quando ci accostiamo ad un qualsiasi edifi cio da fotografare. E da queste osservazioni scaturiscono alcuni importanti suggerimenti di ripresa. In questa fase osservativa ? di fondamentale importanza non limitarsi a stare semplicemente di fronte ad un edifi cio (come un qualsiasi frettoloso turista), ma occorre girarvi intorno, percorrere tutte le strade che lo circondano, trovare gli scorci pi? suggestivi, i punti di vista dall?alto o dal basso e cos? via. Una volta identifi cato un punto di vista originale, spesso ? una buona prassi quella di inquadrare una persona (o un oggetto, o una pianta o qualsiasi altra cosa) in primo o primissimo piano, anche sfocata, in modo tale da suggerire a chi osserver? l?immagine la consistenza e profondit? dello spazio compreso tra il punto di vista della ripresa ed il soggetto principale. Per riprendere un edifi cio e inquadrarlo nel suo contesto sarebbe molto importante disporre di un grandangolare estremo. Purtroppo l?attuale produzione digitale non privilegia questo aspetto, ma preferisce dotare gli apparecchi con ottica fi ssa di zoom mirati alla possibilit? di disporre di potenti quanto inutili teleobiettivi, che produrranno inevitabilmente fotografi e mosse. Chi pu? avere un apparecchio digitale con ottica intercambiabile, al contrario, potr? dotarlo perlomeno del classico 20 mm che, con 90? di campo, ? appena suffi ciente per produrre immagini di ampio respiro.
Un prospetto del Beaubourg a Parigi; la panchina con madre e bambino in primo piano migliora la percezione dello spazio. Il bambino indica la macchina fotografica.
Qualche trucco ? indispensabile Molto utile e interessante pu? essere la scelta di effettuare riprese in prossimit? del tramonto e nelle prime ore del mattino. In entrambi i casi, la luce ? molto calda e pi? ricca di rosso, con benefi ci effetti sul soggetto, come le ombre pi? lunghe e i contrasti maggiori. Scoprire un percorso alle prime luci dell?alba, in un luogo sconosciuto, ? una delle sensazioni pi? belle e appaganti che un fotografo possa provare. Da non dimenticare alcuni semplici trucchi per ottenere fotografi e originali. Spesso gli edifi ci importanti sono circondati da negozi, dotati di ampie e rifl ettenti vetrine. Fotografare l?edi- fi cio che interessa nel suo rifl esso in una vetrina pu? essere un?ottima idea, in quanto insieme all?edifi cio avremo anche il contenuto della vetrina (spesso in singolare contrasto con l?architettura) e gli eventuali passanti che si specchiano anch?essi. Ed anche, se volete, il vostro autoritratto mentre scattate. Lo stesso discorso vale per gli specchi stradali, per i lunotti delle automobili, e cos? via. Se utilizzate tempi lunghi (da 1/4 a 1/15 circa), magari su un solido appoggio, potete riprendere le persone che entrano, escono o si affacciano con l?uso del ?mosso?, che lascia intuire una fi gura umana ma ne rende irriconoscibili o deformate le fattezze. Identico discorso vale per gli eventuali soggetti in primo piano. Anche l?uso dell?apparecchio comporta qualche specifi ca precauzione. La fotografi a d?architettura, salvo particolari scelte, non ama l?immagine distorta. Esiste un preciso rapporto dimensionale e di parallelismi nella rappresentazione dell?architettura. Fotografare una facciata equivale a ricostruire un prospetto e, pertanto, le linee verticali dovranno essere parallele ai lati del fotogramma. Quando si fotografa l?architettura, ? assai importante educare le mani a tenere l?apparecchio ?in bolla?, come si suol dire, cio? dritto, anche quando il mirino ? di tipo approssimativo e mostra un?immagine molto pi? distorta di quella ripresa dall?obiettivo. Vorrei chiarire meglio questo punto. Non ? detto che per fotografare una facciata sia necessario riprenderla sempre nella sua interezza. In questo caso tutte le fotografi e verrebbero realizzate troppo da lontano. Una facciata pu? risultare pi? interessante con una ripresa parziale, che ne metta in evidenza gli aspetti pi? salienti. E soprattutto ricordiamo: se una ripresa che abbiamo individuato ci ricorda una cartolina, non scattate. Quell?immagine, evidentemente, ? gi? stata scattata mille volte.
Una prospettiva dal basso della moschea di Solimano a Istanbul; la simmetria conferisce pi? forza e regolarit? all?immagine. La fotocamera, anche in questo caso, era appoggiata per terra e inclinata.
Una prospettiva dal basso della cupola di S. Lorenzo in Lucina a Roma; il raggio di sole che illumina un arco si contrappone all?eleganza della cupola centrale. La fotografia ? stata scattata ponendo l?apparecchio per terra, appoggiato ad una balaustra, e inclinandolo verso l?alto, con posa di qualche secondo.
La prospettiva e il treppiede Naturalmente esistono anche le fotografi e prospettiche, nelle quali le linee orizzontali dell?immagine convergono verso uno o pi? punti di fuga. Questo tipo di immagini non pu? essere sempre ripreso con l?apparecchio ?in bolla?, tuttavia risultano pi? equilibrate quelle immagini che tengono conto di qualche regola elementare di composizione. Dovendo o volendo inclinare l?apparecchio, verso il basso o verso l?alto, ? bene rispettare una certa simmetria, ovvero riprendere inquadrature del soggetto in modo tale che le linee convergenti di destra siano uguali a quelle di sinistra, quelle verso il basso uguali a quelle verso l?alto e cos? via. Questo rispetto della simmetria nell?immagine che si vuole rappresentare introduce una regola, una sorta di disciplina dell?immagine stessa, che stempera l?effetto della deformazione prospettica. Infi ne, una raccomandazione che pu? sembrare antiquata, ma nella pratica fotografi ca dell?architettura ha un?importanza strategica notevolissima. I treppiedi non vanno pi? di moda, ma nel caso della fotografi a d?architettura sono determinanti, sia perch? consentono l?uso di diaframmi chiusi (e quindi di tempi di esposizione pi? lunghi) sia soprattutto perch? danno al fotografo la possibilit? di studiare con calma l?immagine e di correggerla in modo preciso e graduale. In ogni caso, quando si disponga di un buon grandangolo, ogni punto di appoggio risulta valido: colonne, gradini, muri, davanzali, portoni massicci, auto.
L?ingresso della facolt? di Farmacologia nella Prima Universit? di Roma; la fotografi a ? stata scattata al tramonto, con le ombre lunghe che ?si adagiano? sulla scala di accesso.
La ripresa zenitale Un caso specifico ? quello di fotografie con ripresa zenitale, ovvero a 90? precisi verso l?alto. Sono fotografi e che riproducono una cosiddetta prospettiva centrale, ovvero con un unico punto di fuga prospettico al centro dell?immagine. Si preferiscono per fotografare dal basso una cupola, una volta decorata, una scala monumentale, o anche una piccola corte di un palazzo e non ? detto che per forza il punto di vista sia al centro dell?ambiente. Ponendo l?apparecchio sotto l?incrocio di due volte, alla base di un pilastro, ? possibile produrre fotogra- fi e ancora pi? originali. Trascurando il treppiede, che risulta in questo caso di uso macchinoso, il sistema migliore ? quello di disporre l?apparecchio sul pavimento, al centro del soggetto da fotografare o ad un?estremit?, mettendosi paralleli alle piastrelle o alle lastre di marmo o a qualsiasi altro riferimento che dovrebbe presumibilmente risultare parallelo alle pareti dell?edifi cio. Per scattare con un grandangolo spinto, ? necessario sparire dal cono di ripresa dell?apparecchio, appiattendosi per terra come uno scarafaggio ed allungando il braccio per scattare. La ginnastica, si sa, fa sempre bene.
Una veduta dell?Olympia Stadium di Monaco; il primo piano mette in evidenza quattro tiranti che reggono le grandi vele di copertura. L?uso di un diaframma molto chiuso consente la nitidezza dal primo piano all?infinito


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