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23-7-2018 7:35:16
fotozona

Zoom ottico vs zoom digitale

Prima di acquistare una nuova macchina ? opportuno comprendere cosa, e quanto sono importanti i parametri pi? significativi che distinguono uno zoom ottico da uno digitale. Alessandro De Simone analizza differenze, pregi e difetti delle due soluzioni

Tutti gli zoom funzionano modificando la configurazione delle lenti dell?obbiettivo e arrivano fino ad un certo valore di ingrandimento. Per aumentare ancora l?ingrandimento ? stato inventato lo zoom digitale, che ingrandisce in modo software l?mmagine ottenuta con lo zoom ottico. In generale la funzione zoom corrisponde alla possibilit? di avvicinare o allontanare il soggetto di un?immagine, aumentando o diminuendo l?angolo di visione. Ci? si ottiene aumentando o diminuendo la distanza tra il sensore e la lente pi? esterna dell?obiettivo, cio? la lunghezza focale (zoom ottico) oppure riducendo la porzione di sensore che viene utilizzata per catturare l?immagine, cos? da fornire l?impressione che il soggetto sia pi? vicino (zoom digitale). Questo a spese della qualit? dell?immagine, perch? si usano meno pixel.La differenza fondamentale tra uno zoom digitale e uno zoom ottico riguarda il metodo di ingrandimento dell?immagine che, nel caso dello zoom digitale non dipende dal movimento delle lenti. Lo zoom digitale, infatti, adopera un processore che ha il compito di aumentare la risoluzione, cio? il numero di pixel, di quella porzione di immagine che intendiamo ingrandire. Lo zoom digitale pu? essere di due tipi: capace di fornire l?ingrandimento di un?area limitata dell?intero fotogramma, oppure capace di ritagliare un?area ridotta, prelevandola dal fotogramma intero, senza applicare alcuna elaborazione.Vediamo di chiarire meglio la differenza tra le due tipologie di zoom digitale con un esempio. Supponiamo che una fotocamera, caratterizzata dalla risoluzione 1600x1200 pixel, stia scattando un?immagine il cui soggetto principale ? una porzione dell?immagine intera, come succede quando fotografiamo una persona in primo piano sullo sfondo di un paesaggio. Supponiamo che il soggetto occupi un?area di 800x600 pixel dell?intera immagine di 1600x1200. La parte circostante l?area occupata dal soggetto non ? fondamentale e potrebbe quindi essere sacrificata per fare spazio al soggetto stesso, ingrandendo quest?ultimo fino a riempire l?intera area disponibile. Se la macchina dispone di uno zoom digitale del primo tipo far? in modo di quadruplicare l?area desiderata, raddoppiandone i lati (800 x 2 = 1600; 600 x 2 = 1200). Non bisogna dimenticare, infatti, che raddoppiando i lati di un rettangolo si ottiene un?area quadrupla e non doppia rispetto all?originale (800 x 600 = 480.000 pixel mentre 1600 x 1200 = 1.920.000 pixel, appunto il quadruplo della prima). Il firmware della fotocamera si vede quindi costretto a ?creare? dal nulla il numero di pixel rimanenti, affiancando ai pixel originali altri pixel dalla colorazione pi? o meno simile a quelli adiacenti.Vediamo ora come agisce uno zoom digitale che, al contrario del caso appena descritto, non ingrandisce una superficie creando pixel simili a quelli adiacenti. Supponiamo di voler, come prima, ingrandire il particolare di 800x600 pixel posizionato al centro dell?intero fotogramma che misura 1200x1600 pixel. Al momento dello scatto viene visualizzata, sullo schermo LCD (opportunamente ingrandita) quell?area di 800x600 pixel, creando l?illusione che sia stato applicato uno zoom. Quando il fotogramma viene trasferito sul PC, ? possibile notare che l?area ripresa ? realmente quella esaminata sullo schermo LCD al momento dello scatto, ma la sua occupazione di memoria ? decisamente minore (circa un quarto) proprio perch? ? come se si fosse effettuata una ripresa impostando la risoluzione minore di 800x600 pixel. Ovvio che, anche in questo caso, ricorrendo alla funzione di ridimensionamento del programma grafico, ? possibile ?arricchire? artificialmente la risoluzione, portandola a 1600x1200 pixel come nell?esempio visto prima.Le altre differenzeVi sono per? altre differenze tra i due sistemi. Anzitutto, come abbiamo visto, nel primo caso si ottiene la medesima occupazione di memoria sia che venga applicato l?effetto zoom, sia in sua assenza. Nel secondo caso, invece, si ha una riduzione dell?ingombro di memoria, ma l?impossibilit? di usare l?effetto zoom impostando la risoluzione massima. La spiegazione di quest?ultimo fenomeno ? dovuta al fatto che lo zoom viene, in realt?, simulato: ci? significa che, al momento della ripresa, una zona di piccole dimensioni (di solito al centro del fotogramma) viene ?ritagliata? e ingrandita al massimo ingrandimento (ma in realt? ci? si verifica solo sul visore LCD) a patto per? che la risoluzione sia stata impostata a dimensioni inferiori a quella massima (1024x768, 800x600 o 640x480, supponendo che quella massima sia 1600x1200).Se, invece, la risoluzione impostata risulta gi? quella massima disponibile, l?operazione non ? ovviamente possibile. La stessa cosa dovrebbe verificarsi, a rigor di logica, anche con lo zoom ottico, ma in realt? il sistema ottico deve essere considerato analogico e non digitale. Ci? significa che la modifica della focale comporta un reale ingrandimento dell?immagine ripresa e non una sua simulazione.Le ?sgranature? di un teleobiettivo esistono comunque anche con le fotocamere a pellicola chimica e possono assimilarsi (con un minimo di astrazione) alle distorsioni ottiche e alla perdita di risoluzione perfettamente osservabili, soprattutto usando obiettivi zoom di basso prezzo, in condizioni di luce critica o con pellicole di limitata qualit?, con riprese tipicamente in controluce o con diaframma aperto al massimo. Uno zoom ottico di buona qualit? non solo contribuisce a creare realmente una maggior definizione nella parte centrale della ripresa, ma pu? aiutare a definire con estrema precisione l?esatto ingrandimento voluto, a patto di essere abbastanza abili nel bloccare l?escursione dello zoom sulla giusta focale desiderata.

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